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Moda, stile e fashion marketing

Pitti Uomo 84

Il solleone splende alto e rovente su Firenze, culla del rinascimento, mentre all’ombra del Brunelleschi la città si anima per l’84esima edizione del Pitti Uomo.

Sono in smania, lo ammetto, perché è molto che non partecipo, e ho voglia di buttarmi di nuovo a capofitto in questo mondo di matti. Il Pitti è, per antonomasia, una delle rassegne dove ci sono più vip, si sfoggiano più look, si gozzoviglia in ogni dove, e per questo è una delle occasioni che amo di più!

Certo, si va per lavorare, vedere le novità, l’abbigliamento, gli accessori, ma soprattutto si va a Pitti per ritrovarsi, per fare PR, per mettersi in mostra, per guardarsi attorno e studiare i look più bizzarri, per chiaccherare, per fare aperitivi in ogni angolo della città, per partecipare alle feste.

Si va a Pitti per la dolce vita che avvolge Firenze nei giorni della sua durata. E Firenze non ci delude mai.

I fiorentini sono popolo dall’animo caldo e festaiolo, partecipano alle feste più lussuose e contese della stagione, come se fosse la più grande delle banalità, cenano sull’Arno in ristoranti da capogiro, vanno alle feste ai club dei canottieri…..tutto come se nulla fosse, come se fosse sempre tempo di Pitti.

Per noi che invece andiamo a Pitti due volte l’anno, oppure quattro se ci piace anche il Pitti Filati, e siamo del settore, questo è un ambiente magico, un concentrato di lusso, tendenza e feste, una spremuta di arte, moda, passione e stupore.

Amo stupirmi davanti agli allestimenti più particolari, belli o brutti che siano, amo ridere tra me e me per le persone agghindate come se fossero al circo, amo il lusso e la classe dei padiglioni dedicati ai marchi classici e lussuosi, amo gli angoli allestiti come se fossimo ad una mostra d’arte, amo la musica a palla negli stand underground, amo la forza che mettono i marchi nell’intento di stupire e catturare l’attenzione, amo le loro creazioni mostrate con orgoglio dopo una stagione di duro, durissimo, lavoro, di fai, disfa, cambia, speriamo, vedremo….

Amo tutto questo perché ne faccio parte da una vita e nonostante tutto non smette di affascinarmi questo mondo fatto di illusione, apparenza, voglia di essere ciò che non si è, voglia di trasmettere messaggi che a volte non sono i nostri ma che il pubblico vuole; amo la creatività che esplode all’improvviso quando si aprono le porte del Pitti e tutti cercano l’idea nuova, il colore nuovo, la nuova moda. Mi fa sorridere tutto questo, perché allo stesso tempo è la vita e la morte di questo settore che va all’impazzata dietro chimere irraggiungibili.

Lo amo ancora di più questo mondo, ora che lo vivo con i miei tempi e ritmi e posso sorridere di tutte le sue pazzie.

Poi ci sono i  punti fermi dell’ 84esima edizione: il pantalone alla caviglia, e se non lo è lo arrotoliamo, il mocassino senza calze…..,la scarpa Nike in colore fluo, i colori sgargianti nei toni sorbetto anche per lui ( corallo, verde menta, lime,…). Ora, voi sapete come la penso su certe cosette, vederli vestiti così negli stand, in passerella o sulle riviste è anche piacevole, ma vederli in giro per strada fa venire molti dubbi sulle loro preferenze sessuali e, se siete etero, forse non vorrete far venire certi dubbi alle donzelle…quindi vedete voi se arrotolarvi o no il pantalone alla caviglia, ma, se non siete su uno yacht e Saint Tropez, dove il mocassino è lecito e la braga arrotolata pure, allora io non lo farei!

Dulcis in fundo ho passato tre ore favolose, rapita da una fiorentina DOC che mi ha fatto assaporare le sue idee, le sue creazioni e poi mi ha portato oltr’Arno nella tana dei fiorentini veraci, dove ad ogni angolo c’è un locale che apre alle sei di sera e chiude alle sei di mattina e ti rapisce in un mondo parallelo per poi spostarsi nelle feste esclusive, ed è parso anche a me di essere ad una di quelle feste, anche se per poco, invitata alla cena organizzata sul lung’Arno dalla famiglia Cavalli, e poi al giardino di Boboli apparecchiato intorno alla fontana al party con dress code di Luisa….non sembra anche a voi di esser lì? Non sentite la magica aria della città del Brunelleschi e le sue note di festa? Se non le sentite, andate a Pitti, la prossima stagione, ed entrate negli stand, girate nella città ed entrate nei negozi….la sentirete….e so che ne sarete rapiti!

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Neutral charme La scimmia della gonna ricamata
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