Coffee Fashion Blog

Moda, stile e fashion marketing

Curiosità

Il compleanno di Re Giorgio

L’11 Luglio ’14 Re Giorgio compie 80 anni, quasi quaranta di onorata carriera! Da lui, più di tutti, c’è da imparare immensamente su cos’è un brand! Una vita dedicata all’eleganza ed all’affermazione, non solo di un marchio, ma di uno stile di vita. A mio parere, mai brand nella moda fu più riuscito. A lui si devono moltissime innovazioni nella moda: La giacca destrutturata: Che meraviglia le giacche morbide, in maglia, spesso senza fodera, comodissime ed elegantissime allo stesso tempo, un uomo, molto più che una donna, è sempre perfetto ed impeccabile con una giacca Armani, anche nel tempo libero. Ve lo ricordate? Vestiva Armani, of course.   Le scarpe piatte che ci fanno eleganti : Da quando ha fatto spuntare le ballerine e i sandali bassi in passerella, non è più reato essere eleganti, femminili, e rilassate. Mentre tutti sfoderano tacchi 22 e plateau di dubbio gusto, lui è sempre rimasto fedele alla classe come prima regola assoluta. Lo stimo per questo, la sua donna è raffinata, mai banale e mai volgare. Elegantissime anche con le scarpe piatte I capelli corti: Sì, si è donne e meravigliose anche con i capelli corti e senza criniera selvaggia! I capelli corti come simbolo di femminilità   I pantaloni morbidi da uomo: Che sciccheria l’uomo vestito in Armani col pantalone largo e scivolato. Certo, non è per tutti, ma chi se lo può permettere, lo osi senza indugio. Ancora oggi, dopo 40 anni, le filate uomo di Giorgio Armani ed Emporio, sono simbolo di mascolinità moderna, mai effemminata, mai oltrepassando la soglia dell’essere comodi, eleganti, ma uomini. Non si può certo dire lo stesso di altri stilisti…   La t-shirt sotto la giacca come simbolo di estrema eleganza: Un t-shirt dal taglio perfetto, una giacca e un jeans e sei impeccabile. Oggi sembra scontato ma questa chicca l’ha inventata lui. Un pantalone morbido, una giacca destrutturata e sotto: una t-shirt!   L’uso dei colori neutri come must: Il grigiolino, il begiolino, il toupe ( se vogliamo essere più tecnici), sono colori emblema dello stile Armani. Prima relegati a colori che “sbattono” oggi vengono chiamati “nuovi neutri”. In realtà stanno bene e tutte, se abbinati nel modo giusto, sono raffinati e permettono di essere eleganti con toni chiari e senza dover ricorrere al solito nero.   Ognuna di queste innovazioni, chiamiamole così, ha in realtà risposto a specifiche esigenze del vestirsi, Giorgio ne ha fatto non solo il suo simbolo di riconoscimento, ma ha saputo mixare necessità e virtù creando uno stile riconoscibile in tutto il mondo. Le foto di questo articolo sono d'archivio e appartengono a collezioni degli scorsi anni, ma se notate bene, sono abiti ancora estremamente attuali, non riconducibili ad una collezione in particolare; probabilemente, se togliete le spalline imbottite, potreste riutilizzare anche una giacca Emporio anni '80. Questo è lo stile. Restare fedele ai must è ciò che crea un forte brand: un‘identità chiara, definita, perpetuata nel tempo. Adattare lo stile con l‘evolversi del tempo è giusto, adattare i volumi, regolare le forme, è sacrosanto, ma lo stile, quello è eterno, immutevole e chi lo cambia di stagione in stagione commette un grave errore.   Re Giorgio è sulla cresta dell’onda da 40 anni seguendo questo principio….io mi fiderei ;-)   Auguri Giorgio!  


Pitti Uomo 86 e i Boss mafiosi di Panama

Mi piace sempre commentare le edizioni del Pitti Uomo perché, obiettivamente, se ne vedono sempre delle belle. Essendo la prima, e sicuramente resterò l’unica, stilista che sostiene che la creatività non paga, Pitti mi dà sempre occasione di ribadire questo importantissimo concetto.   A Pitti si va per farsi vedere, un po’ come fare le vasche in centro il sabato pomeriggio, per intenderci, ma in tanti anni che frequento Pitti, non ho mai visto azioni di marketing sensate, pensate o calibrate. Un putpourri di sfarzo, colori, eventi, mondanità che dà alla testa. Pitti è bello, non c’è che dire, l’atmosfera è frizzante, la gente è agghindata come se non ci fosse un domani e partecipano a mega party per tutta la settimana. Tutti con uno sguardo che va sempre oltre di te, quello sguardo che dice “ Sono impegnatissimo ma non so a fare cosa” Perdonate la mia analisi della cosa, io amo molto questo contesto, è sempre molto divertente vedere queste scenette e da stilista non posso non amarne il fervore, ma da marketer ( se si può dir così) so che non contano un bel nulla a conti fatti per le aziende.   La moda ha una brutta piega, a mio dire, ed è quella del tutto per tutti o della creatività smisurata. Ho sposato entrambe le teorie per anni, davvero tanti, quindi posso dire con certezza che non funzionano, non rendono forte un marchio, non lo distinguono, e fanno perdere tanto, tantissimo tempo. Certo, la creatività è divertente, ma non vende. E se vende è è perchè dietro c’è anche altro, garantito. E’ buffo notare che quasi sempre sono gli uomini che popolano la manifestazione a farla da padrone con i look più creativi; quest’anno in grande auge il look da boss mafioso di Panama :-D Quindi una panoramica di chi ha popolato la manifestazione voglio darvela, così, per farvi divertire un po’ e per prendere l’occasione per darvi appuntamento al prossimo post che svelerà una volta per tutte perché fare lo stilista non è un mestiere per creativi. Se non vuoi perdertelo, iscriviti qui alle news e stay tuned!   Le immagini sono tratte dal sito pittimmagine.com e ed appartengono ai legittimi proprietari


Fashion Camp 2013….com’è andato??

Ecco il reportage del Fashion Camp che si è tenuto lo scorso week end a Milano. E’ stato molto carino, ve lo devo dire, ma vi devo dire anche che mi aspettavo molto di più da questa iniziativa che vedeva protagonisti due nomi di rilevo come Grazia.it e Yves Saint Laurent. Artisti emergenti, nuovi designer, piattaforme per restare in contatto, workshop,…. certo, detta così sembra entusiasmante, ma qualcosa mi ha un po’ lasciata delusa, come se mancasse qualcosa; lo spazio  era immenso, e senza dubbio potevano trovare spazio molte iniziative in più che non una semplice esposizione dei marchi presenti. I convegni erano per lo più descrizione dei progetti presenti  nello spazio espositivo, quindi una semplice opportunità per pubblicizzarli e renderli noti….ma il valore aggiunto dov’era? Non c’erano reali nuove informazioni o opportunità per chi veniva a visitare, solo una, certo piacevole, vetrina di nuovi artisti e progetti. Ecco, peccato non aver potuto partecipare al workshop con Yves Saint Laurent sul trucco, quello mi sarebbe certamente piaciuto! Che ci volete fare ragazze? Io non riesco a non dire ciò che penso e credo che, dato le importanti partership dell’evento, si potesse fare moooolto di più, e lo dico non da novellina, ma da ex organizzatrice di eventi, quindi a ragion veduta. Ma in fondo questo non è un blog di moda trallallà, dove ci sono tre descrizioni in croce degli abiti e un miliardo di foto in posa, qui si parla di moda in modo professionale, preciso e schietto, niente giri di parole, so che mi seguite per questo. Detto ciò, non sono mancati look alternativi, modelle, trucchi, tacchi e zeppe vertiginosi ( spesso di dubbio gusto) ma che in un contest di moda ci stavano a pennello, quindi lo so che volete vedere le foto….ed eccole qui! Siete state anche voi  al Fashion camp? Sì? No?  Dite  comunque la vostra!


La studentessa livornese scelta da Lady Gaga – Firenze – Repubblica.it

Molto carino questo articolo che parla di come un buon posizionamento sui social network possa aprire strade e stradine che sembravano impossibili. Molto onorata anche del fatto che qualcuno me lo abbia segnalato pensando che prima o poi succederà anche a me :-) ci stiamo lavorando con passione e sto aspettando che Dolce&Gabbana mi contattino per disegnare la loro prossima collezione di t-shirt! Hahaha, sognare non costa nulla :-) La studentessa livornese scelta da Lady Gaga - Firenze - Repubblica.it.  


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